A Torino l’arte si annusa: il weekend più strano non è una trovata

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Olfacta Art Fair vale attenzione proprio perché sembra una provocazione: dal 18 al 20 settembre 2026 a Torino l’arte contemporanea non si guarda soltanto, si annusa. La prima edizione all’EDIT Garden è una fiera-esperimento sull’olfatto come linguaggio artistico, con installazioni, performance, incontri e ricerca sensoriale. Non è il classico weekend da museo: funziona se ci vai sapendo che il punto non è “vedere tutto”, ma capire se un’opera può esistere anche quando non resta appesa a una parete.

Mole Antonelliana a Torino
Mole Antonelliana a Torino. Foto: Zairon, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Perché se ne parla adesso

Torino arriva a questo weekend con un calendario già pieno, ma Olfacta Art Fair ha un elemento raro: porta in città una forma d’arte che divide subito. C’è chi la considera una frontiera della contemporaneità e chi la liquida come esperienza troppo immateriale, troppo personale, forse perfino troppo facile da trasformare in curiosità da social.

La scheda ufficiale della Città di Torino indica date, orari e luogo: l’appuntamento è all’EDIT Garden, in Piazza Teresa Noce 15, dal 18 al 20 settembre 2026, dalle 12 alle 19. Il progetto è presentato come una prima edizione dedicata alla ricerca artistica contemporanea che usa l’olfatto come linguaggio espressivo.

Il dettaglio interessante è che non si parla solo di profumi “belli”. Il programma annunciato mette insieme installazioni, performance, ricerca scientifica, progettazione sensoriale, incontri e questioni molto concrete: come si allestisce, conserva, colleziona o racconta un’opera fatta anche di odore?

Il punto pratico: non andare come a una mostra normale

La tentazione sbagliata è trattarla come una tappa qualsiasi tra una foto alla Mole e una passeggiata in centro. Qui l’esperienza rischia di essere più lenta, più soggettiva e meno fotogenica. Se cerchi solo sale “da vedere” in sequenza, potresti uscirne perplesso; se accetti che il percorso lavori su memoria, corpo e percezione, diventa un weekend molto più interessante.

La scelta più sensata è controllare prima la pagina ufficiale dell’evento e la biglietteria collegata, poi decidere la fascia oraria senza incastrare troppe cose nella stessa giornata. L’orario 12-19 lascia spazio a un arrivo senza levataccia, ma non autorizza a improvvisare all’ultimo minuto: essendo una prima edizione e un format insolito, conviene verificare aggiornamenti, accessi e prenotazioni prima di partire.

Per costruire una giornata equilibrata, il percorso può funzionare così: Olfacta come tappa centrale, un pranzo o aperitivo nella zona di EDIT, poi una passeggiata urbana più classica per rimettere l’esperienza dentro Torino. Non serve trasformare tutto in maratona: meglio una fiera capita bene che cinque tappe accumulate male.

Cosa aspettarsi davvero

Secondo la presentazione ufficiale, Olfacta Art Fair riunisce artisti, istituzioni, ricercatori e realtà culturali. Sono citati, tra gli altri, PAV – Parco Arte Vivente, Museo delle Essenze di Savigliano, Recontemporary, Spazio Barriera, Phonetics, MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile e Istituto Italiano di Cultura di Almaty. È un segnale utile: il progetto prova a stare a metà tra arte, scienza, educazione e sperimentazione, non solo tra stand e curiosità.

Il tema più forte è la fragilità dell’opera olfattiva. Un quadro resta davanti a te, una scultura occupa spazio, una fotografia può essere riprodotta. Un odore cambia, svanisce, si lega alla memoria di chi lo incontra. È proprio questo a rendere l’evento discutibile e, allo stesso tempo, adatto a chi cerca un motivo diverso per tornare a Torino.

Exibart, che ha dedicato un approfondimento al progetto, mette al centro la domanda sul rapporto tra olfatto, mercato e riconoscimento critico. È il nodo che rende la fiera più interessante della battuta “arte da annusare”: se un’opera non è stabile come oggetto, come la si espone, la si vende, la si conserva, la si giudica?

Piazza Vittorio Veneto a Torino
Piazza Vittorio Veneto a Torino. Foto: Zairon, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Come evitare la delusione

La delusione nasce se parti aspettandoti una fiera d’arte tradizionale, con opere immediatamente riconoscibili e un percorso da consumare in mezz’ora. Olfacta va presa per quello che è: un esperimento culturale di tre giorni, con un linguaggio che può entusiasmare o lasciare freddi.

Prima di prenotare o metterti in viaggio, controlla tre cose. La prima è la pagina ufficiale della Città di Torino, per date, luogo e aggiornamenti. La seconda è il canale biglietti indicato dall’evento, perché accessi e prenotazioni possono cambiare. La terza è il resto del tuo itinerario: se arrivi da fuori, scegli due o tre punti in città e non riempire ogni buco.

Un’idea pratica è abbinare Olfacta a una Torino contemporanea e non solo monumentale: quartieri post-industriali, spazi culturali, musei meno ovvi. Se invece vuoi un contrappunto più classico, la Mole, Piazza Vittorio Veneto o Palazzo Madama funzionano come ritorno visivo dopo un’esperienza volutamente invisibile.

Perché dividerà il pubblico

Il bello, e il problema, è che l’olfatto non è democratico nel modo in cui lo è una facciata barocca. Lo stesso odore può evocare ricordi opposti, risultare affascinante o respingente, sembrare intenso a qualcuno e quasi assente a qualcun altro. Questo rende l’esperienza meno controllabile e più personale.

Chi ama le mostre tradizionali potrebbe trovarla troppo concettuale. Chi cerca nuove forme di fruizione potrebbe invece trovarci una delle proposte più coerenti con l’arte contemporanea di oggi: meno oggetto, più relazione; meno immagine, più presenza fisica. La discussione è il suo vero motore.

Per questo il titolo non va letto come una promessa di spettacolo facile. L’arte “al naso” può sembrare una trovata, ma a Torino diventa una domanda concreta: siamo disposti a considerare opera anche qualcosa che non si lascia fotografare bene?

Risposte rapide

Quando si svolge Olfacta Art Fair 2026?

Dal 18 al 20 settembre 2026, con orario indicato dalla Città di Torino dalle 12 alle 19.

Dove si tiene?

All’EDIT Garden, in Piazza Teresa Noce 15, a Torino.

È una mostra adatta a tutti?

È adatta soprattutto a chi ha curiosità per arte contemporanea, installazioni, performance e linguaggi sensoriali. Chi cerca solo una mostra tradizionale potrebbe trovarla spiazzante.

Cosa bisogna controllare prima di andare?

Pagina ufficiale dell’evento, eventuale biglietteria o prenotazione, orari aggiornati e tempi di spostamento in città.

Fonti

  • Città di Torino, scheda evento “Olfacta Art Fair: a Torino l’arte contemporanea incontra l’olfatto”.
  • Exibart, approfondimento “Come si sta affermando l’arte olfattiva oggi?”.
  • Wikimedia Commons, pagine file delle immagini usate da media library Mostra Botero.

Fonti controllate il 17 settembre 2026, ore 17:55 Europe/Rome.